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giovedì, 01 febbraio 2007
 

Il post del 2007.


Quando eravamo bambine all’inizio dell’estate mia madre caricava la 500 all’inverosimile e ci portava al mare.
Il viaggio era lunghiiissimo e alquanto epico, stipate come eravamo tra viveri costumi da bagno e spazzoloni, così ad un certo punto – come tutti i bambini del mondo - cominciavamo a chiederle quanto manca? quanto manca? E allora lei si metteva a cantare, e noi ci dimenticavamo della noia e cantavamo insieme a lei. Perché lo stereo in macchina non esisteva o almeno noi non ce l’avevamo, che poi fa lo stesso. E la canzone che mi ricordo di più è Azzurro di Celentano – che solo molti anni dopo ho scoperto essere in realtà di Paolo Conte. La cantavamo a squarciagola, e tuttora è una delle poche canzoni di cui mi ricordo tutte le parole.
E canta che ti canta all’improvviso appariva la lunga pineta che precede il promontorio dell’Argentario, e lì capivamo che eravamo arrivate e cominciava l’estate, quella vera.

Azzurro
Il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me
Mi accorgo
Di non avere più risorse senza di te

E così questa è la prima canzone che ti ho cantato ma non ti preoccupare, imparerò per te tutte le canzoni che ho dimenticato. E lo so che a te non importerà se sono un po’ stonata anzi la mia voce ti sembrerà bellissima, e un giorno canterai a squarciagola insieme a me e sarai un po’ stonato pure tu, e mi chiederai quanto manca? quanto manca?
e ti racconterò tutte le favole del mondo
e guarderò insieme a te milioni di volte il tuo cartone animato preferito
e se qualcuno ti dirà che babbo natale non esiste ti mostrerò le sue orme nel camino
e quando piangerai ti farò ridere e metteremo le tue lacrime fuori ad asciugare
e d’estate andremo a cercare le lucciole in qualche bosco segreto
e faremo la siesta sull’amaca insieme alle cicale
e ti porterò al lago a contare i cigni selvatici e quando arriverà la sera ci metteremo a sedere sulla riva ad aspettare le stelle cadenti in compagnia di rospi e grilli
e raccoglieremo ciliegie e fragole e conchiglie
e costruiremo capanne sugli alberi e aquiloni e copricapi indiani
e poi ti porterò al mare sì, al mare.
E poi giocheremo di nascosto con le macchinine di tuo padre, e quando ci scoprirà correremo a nasconderci insieme e intanto ti racconterò della prima volta che l’ho visto, piano piano per non farci sentire.
E ti racconterò anche di quando dormivi sopra il mio cuore proprio come ora, e tu non te ne ricorderai.
E la sera prima di andare a dormire controllerò insieme a te che non ci siano mostri sotto al letto o dentro l’armadio
e ti insegnerò tutte le boccacce che conosco per mandarli via.
E tutto il resto lo impareremo insieme perché tu sei nuovo, e hai reso nuova anche me.
Benvenuto, amore mio.

E buon 2007 a tutti

i pensierini della bradipaa | 19:57 | commenti (75) | permalink


venerdì, 27 gennaio 2006
 
Sssshhhh.
Questo blog è in letargo e intende restarci fintantochè non verrà il tempo di svernar, quindi non fate troppo casino por favor.

i pensierini della bradipaa | 15:58 | commenti (86) | permalink


sabato, 31 dicembre 2005
 
i pensierini della bradipaa | 12:54 | commenti (19) | permalink


lunedì, 19 dicembre 2005
 
i pensierini della bradipaa | 14:51 | commenti (40) | permalink


giovedì, 14 luglio 2005
 
A buon intenditor.
Nel caso non si fosse capito, questo blog si sta prendendo una lunga (luuunga) pausa di riflessione.
Immaginatemi là fuori ad organizzare la mia nuova vita, ad imparare tante cose, a lavorare tanto e a godermi comunque l'estate. Immaginatemi contenta perché sì, sono piuttosto contenta.
E niente piagnistei por favor che è solo un blog, bebi, e poi il mio non è un addio ma un arrivedorci.
Ci si vede in giro per blog, chè da oggi mi dichiaro ufficialmente utonta occulta.
E buona estate a tutti quanti.

i pensierini della bradipaa | 15:22 | commenti (67) | permalink


lunedì, 20 giugno 2005
 
Teggiuro.
Io vorrei tanto scrivere il post del lunedì, lo vorrei tanto. Non fosse che sono così s-fatta che non riesco a mettere una parola in croce. Te dico: ciò provato, ma gnente. Solo frasi sgrammaticate e senza senso, anche se nella mia testa è tutto chiaro eh. Più o meno. Vabbè. E' un periodo, passerà.
Speriamo.
i pensierini della bradipaa | 17:33 | commenti (67) | permalink


venerdì, 17 giugno 2005
 
Riflessioni tardive sugli esiti del referendum.

"C'è un'Italia ignava, indifferente, pigra, che non vota comunque, qualsiasi possa essere l'oggetto del decidere, si tratti di politiche o di amministrative, di referendum su grandi questioni di coscienza o su opzioni minori come la caccia ai fringuelli. Questa parte del Paese non si interroga sull'inizio della vita o, se lo fa, rifiuta di collegare le sue riflessioni individuali a interessi collettivi. È la terra della separatezza e della diffidenza, incapace di trovare le energie morali per costruire un sistema di regole e comportamenti condivisi, che coincide in buona parte con le aree civilmente ed economicamente più povere".
Da un editoriale di Guido Anselmi su repubblica di qualche giorno fa.

Mi riesce estremamente difficile credere che il 75 per cento di italiani e italiane che non è andato a votare sia un unico blocco di integralisti cattolici e misogini in strenua difesa della vita della famiglia e dell'embrione, a fronte del fatto che - per dirne solo una - in Chiesa al giorno d’oggi di gente ce ne va davvero pochina, checché ne dicano loro. Certo, adesso loro faranno di tutto per far passare questa versione dei fatti, ma secondo me è più probabile che la gran parte degli italiani se ne sia semplicemente sbattuta delle "grandi questioni della bioetica". Avevano altro da fare, non necessariamente andare al mare. D'altronde é dal 1995 che un referendum non raggiunge il quorum, e di fronte a questo dato le chiacchiere stanno a zero.

E il fatto che tutte le persone che conosco - comprese le blog-frequentazioni - abbiano votato non aiuta a fare chiarezza anzi é fuorviante: la verità é che ci si annusa, ci si riconosce e ci si rifugia in un’oasi protetta - o forse é più appropriato definirla riserva indiana, che tanto protetta non é - dove possiamo interagire con persone simili a noi. Ma là fuori é tutta un’altra storia, e questo discorso non lo apro nemmeno altrimenti non ne usciamo più.

Se qualcuno avesse ancora voglia di sfrugugliare sull’argomento segnalo due post illuminanti: quello di milton, che spiega un pò meglio quello che io ho detto in due parole, e quello di pucci, illuminante perché espone un punto di vista altro che non é né quello dei cattolici oltranzisti né di chi non é andato a votare per ignavia o straminchiamento, come lo definisce lei.
Inoltre ho notato con piacere che anche pucci ha preso le distanze - in maniera senz’altro più articolata di quanto non abbia fatto io - dalla stigmatizzazione opportunista e piagnona dell’astensionismo, che peraltro non ha ottenuto alcun risultato a fronte del fatto che “l'alta sfiducia nelle istituzioni in cui si ribalta l'elevato orgoglio nazionale degli italiani, non ha certo favorito il successo degli appelli al voto inteso come dovere civico” (sempre dall’editoriale di Guido Anselmi).

Il punto comunque non é la fecondazione assistita e nemmeno l’embrione surgelato e neanche la visione cattolico-misogina della donna; queste sono quisquilie davanti all’enormità di questo 75 per cento di potenziali elettori cui, a quanto pare, non può fregare di meno delle grandi questioni della vita, del ruolo della donna nella società odierna, degli eventuali limiti da porre o meno alla scienza e alla ricerca e di tutte queste minchiate qua. Sono dieci anni che un referendum non raggiunge il quorum, e il punto - come già detto - é che la legge é datata anzichenò.
Questo aspetto l’ha spiegato lolitapassita nei commenti di qualche post fa, e riporto qua il suo intervento ad uso e consumo di eventuali avventori:

“già che c'ero volevo mettere solo un puntino sulla "Q". Il quorum è stato fissato all'epoca in cui non votare era quasi REATO: dopo due non voti consecutivi venivi segnato e non potevi accedere ad alcuni concorsi eccetera, insomma ti limitavano i diritti civili. Il legislatore di allora considerò il referendum in maniera altrettanto importante (tant'è che non succede, come in Svizzera, che ha valore solo consultivo: il nostro la parte della legge per cui vince il NO la cancella proprio) ma considerò davvero troppo fare coercizione sulla gente che non si sentiva di dare pareri. Così fissò il quorum al 50%, che per quell'epoca, che a votare andava il 90% della gente, era considerato il minimo indispensabile. Chi poteva andare a sapere allora, che si sarebbe rivelata una soglia quasi impossibile da superare...”.

Il resto sono chiacchiere.
E chiedo venia se in questo periodo sono poco presente ma sono molto assorbita dal nuovo lavoro, e non mi veniva un modo migliore di dirlo, anche perché questo é.
Buon fine settimana a tutti.





i pensierini della bradipaa | 19:40 | commenti (17) | permalink


giovedì, 16 giugno 2005
 
biblio-haiku

facciamo finta che questo blog non è mio
e che sono un'utonta occulta pure io
il fatto è che lavoro da mane a sera
manco fossi in miniera
stamattina pedditte ho attaccato alle otto
enfatti ho gli occhi pesti e il cervello un pò fritto
sappiate comunque che vi voglio bene assai
e il mio blog non chiuderò giammai

(questo finto haiku l'ho sognato stammattina alle sette meno un quarto mentre contemplavo la tazza di caffellatte con l'occhio sbarrato e mi domandavo: "pecchè, pecchè?")

i pensierini della bradipaa | 08:17 | commenti (19) | permalink


lunedì, 13 giugno 2005
 
Oggi mi è passata pure la voglia di riderci sopra.
i pensierini della bradipaa | 12:25 | commenti (15) | permalink


sabato, 11 giugno 2005
 
Ridiamoci sopra.

Ricevuto da edi.

i pensierini della bradipaa | 11:09 | commenti (11) | permalink